IL PRINCIPE DI CONDE’, DON ABBONDIO E LA CERAMICA EUROPEA

“Si racconta che il principe di Condé dormì profondamente la notte avanti la giornata di Rocroi: ma, in primo luogo, era molto affaticato; secondariamente aveva già date tutte le disposizioni necessarie, e stabilito ciò che dovesse fare, la mattina. Don Abbondio in vece non sapeva altro ancora se non che l’indomani sarebbe giorno di battaglia; quindi una gran parte della notte fu spesa in consulte angosciose”.
Ecco, ripensavo giorni fa al Manzoni quando scelse di comparare quel povero sfigato di Don Abbondio al vincitore della mitica battaglia di Rocroi, uno degli eventi-chiave della guerra dei Trenta Anni. I francesi guidati da Luigi di Borbone, il Grand Condè, dopo un momento di difficoltà ottengono una grande vittoria contro le truppe imperiali, una svolta storica ed i francesi da quel momento avranno dalla propria parte l’inerzia della guerra.
Mi sembra che questo riassuma il sentiment dei produttori di piastrelle europee quest’anno. Ogni notte è ‘spesa in consulte angosciose’. E da tempo oramai, la pacchia post Covid ed il PNRR è finita, finita.
Non sanno mai quanto costerà il gas e l’energia il giorno dopo.
Non sanno mai quanto costerà la bolletta, ma anche la tassa occulta degli ETS a fine mese.
Non sanno mai cosa potranno mettere nell’impasto per fare piastrelle decenti, non hanno le argille ucraine, potrebbero rimanere senza feldspati da un giorno all’altro, le ferrovie tedesche dal Westerwald fanno pena, dal resto del mondo le argille arrivano dopo mesi dall’ordine, con navi che Ravenna scarica e consegna e materie prime di dubbia provenienza servono per creare originali mischioni con qualcosa dentro di allumina e di alcalini, sperando e confidando nel buon cuore di qualche indiano, sudafricano, brasiliano, argentino, portoghese, serbo, rumeno….
L’industria europea delle piastrelle e della ceramica si trova certamente ad affrontare una delle fasi più complesse e critiche della sua storia recente. Dopo l’illusoria ripresa post-pandemica e la bolla di vendite spinta dagli incentivi all’edilizia, il comparto è piombato in una recessione prolungata, che dura ormai da 4 anni, ma stavolta non ha modo di scaricare a valle i maggiori costi, anzi, spesso si trova nella morsa del famigerato sistema ETS (Emission Trading System) dell’Unione Europea, un mostro concepito come il pilastro centrale del Green Deal per abbattere le emissioni di gas serra, meccanismo che si è ben presto di fatto trasformato in una tassa penalizzante per un settore ad altissima intensità energetica.
Ebbene, quando si rievocano le battaglie ci si concentra sugli eventi, ma è utile ricordare che anche i generali, anche i più grandi uomini d’arme erano comunque uomini col proprio carico di tensioni, di paure, di patemi, di preoccupazioni. E così pure i businessmen/women, gli uomini d’affari, ‘i moderni eroi’, cioè gli imprenditori, come qualcuno ama senza umorismo autoironico definirsi, e con loro i manager (in realtà in tutto il mondo dirigente si dice executive, ma va bene lo stesso) per finire con l’ecosistema, i fornitori a monte, i clienti a valle, la logistica, e chi più ne ha più ne metta. Calma e gesso, ci sono le fiere! The show must go on.
Ecco, immaginate ora un personaggio come Napoleone la sera prima della battaglia di Waterloo.
Quanti pensieri, quanta incertezza, quanta ansia da gestire cercando di trasmettere comunque sicurezza ai suoi uomini. Proprio per questo motivo, quando si sottolineano gli errori militari, bisogna ricordarsi che un conto è narrare una battaglia a tavolino, un conto essere sul campo, col carico di tensioni relative. E dirigere uno stand espositivo megagalattico, mostrarsi in forma, e magari dissimulare i propri grossi problemi, altrimenti il nemico può colpire nei punti deboli. Le lastre, il piccolo formato, la gamma, il lappato…chissà.
Soprattutto i prezzi, ahiahiahi, molte imprese sono ormai fuori prezzo, e non hanno molte alternative.
L’anno è trascorso con numerose aziende oggetto di situazioni di incertezza industriali, economiche e finanziarie micidiali, che hanno colpito anche imprese solo pochi anni fa impensabili e persone ritenute al di sopra di questi problemi, ma la storia – anche quella economica, anche quella di un settore industriale come il nostro, anche quella di un distretto come Sassuolo e quello di Castellon, ma anche di quello portoghese, di quello tedesco, di quello polacco….è fatta dagli uomini, e gli uomini possono avere momenti di grandezza- a volte più grandeur- ma anche debolezze e difetti, tutti gli uomini.
Esistono tanti Don Abbondio e sono ben poche le persone che – soprattutto nei momenti cruciali -riescono a tenere i nervi ben saldi; in genere sono proprio quelle che riescono a ottenere risultati.
Se poi hanno costruito – loro o i loro predecessori- una situazione solida, cioè imprese che hanno fondamenta, in particolare uomini, organizzazione, governance- esattamente come un esercito, oggi il business è guerra, ed è lotta per la sopravvivenza-la partita- pardon, la battaglia- è inevitabile che prenda una certa piega, dove alla fine vincono i più forti. Non i più resilienti, resistenti, proprio i più forti. I più bravi? No, i più forti. FORTI.
E stanno vincendo. Vincono perché non sono forti per caso. Non sono cicale, sono organizzati, metodici, competenti, sistematici. E quelli che non vincono vuol dire che non erano poi così forti.
E sembravano forti, eh. Poi apri il Ballarini, e vedi che certe imprese sono passate in soli 4 anni da fare margini paurosi ad azzerarli e persino perdere della grossa. Ma grossa grossa.
Certo, ci si aspetta almeno un brodino per tutti, un sollievo, una camomilla, perché per garantire la sopravvivenza del comparto ceramico europeo e prevenire un irrecuperabile fenomeno di deindustrializzazione, la Commissione Europea in qualche modo dovrà inevitabilmente bilanciare gli obiettivi di sostenibilità ambientale con la sostenibilità economica delle imprese manifatturiere.
Ha iniziato a farlo con qualche timida ed ipocrita apertura. Le abbiamo viste tutti, sono concessioni.
Ma, senza un’adeguata vera revisione dei meccanismi ETS ed un sostegno concreto agli investimenti in efficienza energetica, con questi prezzi di gas ed energia, il rischio è quello di desertificare un settore strategico che rappresenta ancora, senza retorica stavolta, l’eccellenza del design e della tecnologia industriale del continente, anche se non si sa più cosa inventare (ma resta da migliorare , e molto, l’efficienza e l’efficacia operativa), ci sono ancora troppa incompetenza, troppi copioni e gente che va solo a rimorchio di qualcuno che però ora ha le 4 frecce mentre quelli che sanno dove andare ormai sono lontani e non li prendi più.
Il fatto è che quelli della mia generazione ‘boomer’ hanno 60 e+ anni, una grande fregatura non dovrebbero prenderla più, ma i loro figli che lavorano qui? Ne resteranno pochi o faranno altro, e meno male, perché, anche se Putin prima o poi dovesse finire ‘6 feet under’ insieme a Khamenei, e nel lungo periodo pure tutti noi, il futuro del settore temo non si giocherà più sulla concorrenza di prezzo, o sulla capacità distintiva, oltre che alla presa in carico di almeno una parte della filiera distribuiva, ma sul posizionare la capacità produttiva dove le materie prime non viaggino per il globo terracqueo, l’energia a basso costo sia vicina come i mercati finali, e si integrino in un modello economico ‘sostenibile’, nel senso di sensato, logico, coerente (spedire piastrelle in container dall’altra parte del globo alla lunga è una utopia, temo).
Perciò i prossimi Cersaie e Tecna(rgilla), al netto dell’annoso problema della fiera che non c’è, del fuori fiera che non c’è se non c’è la fiera, della doppia fiera in-house e non, del doppio stand, richiederanno pochi eroismi, molto sangue freddo, sicuramente ci sarà molta ipocrisia e certamente sorrisi tirati molto più del solito, i lettori di Cerarte che hanno fatto parte del comparto del decoro purtroppo hanno avuto esperienza diretta dell’agonia e della fine di un settore ad alta creatività ed impiego ma medio-basso impegno di capitale.
Qui invece sono in ballo molti soldi, soprattutto…degli altri, banche e fornitori. Vedremo. Buone fiere.

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