Un’esperienza immersiva che esplora il potenziale espressivo della ceramica
In occasione della Milano Design Week, Fap ceramiche torna ad Alcova con A matter of matter, un’installazione immersiva che indaga il rapporto tra materia, luce e percezione. Il progetto prende forma nel tempio dell’Ospedale Militare di Baggio, uno spazio di forte suggestione in cui architettura solenne e natura spontanea convivono, generando un dialogo intenso tra costruito e paesaggio.
In questo contesto, la ceramica diventa un linguaggio progettuale vivo e dinamico. L’installazione si sviluppa come un insieme di volumi scultorei che occupano lo spazio e invitano il visitatore a esplorare le qualità espressive della materia.
Superfici riflettenti e accenti metallici catturano e moltiplicano la luce naturale, mentre finiture brillanti amplificano ala percezione dello spazio. Trame tridimensionali generano profondità e movimento, liscio e materico convivono in equilibrio, creando un dialogo continuo tra luce e ombra.
Il visitatore diventa parte attiva dell’esperienza: le piastrelle possono essere toccate, rivelando texture, sfumature cromatiche e variazioni visive che mutano con il movimento e l’incidenza della luce. In questo gesto semplice e immediato, quasi istintivo, la relazione con la materia si fa personale e intima. La ceramica non è più soltanto superficie, ma presenza sensibile: una materia che si lascia scoprire lentamente, capace di evocare una dimensione emotiva, in cui percezione visiva e esperienza tattile si fondono.
A matter of matter riflette la ricerca di Fap sulla ceramica come materia progettuale contemporanea, capace di superare la funzione di rivestimento per diventare elemento architettonico e narrativo. Il progetto si collega alla visione sviluppata dall’azienda per il Cersaie 2025, in cui la materia diventa un vero e proprio alfabeto progettuale composto da superfici diverse ma complementari, capaci di generare nuovi equilibri estetici.
Prosegue, con Alcova 2026, il percorso di sperimentazione di Fap: la ceramica si fa così architettura viva. La materia genera emozione, identità e nuove possibilità per lo spazio contemporaneo.
