A VERONA INAUGURATA LA 60ª EDIZIONE DI MARMOMAC

LA FIERA HUB PER LA FILIERA TECNO-LAPIDEA MONDIALE CON OLTRE 1.300 AZIENDE DA 54 NAZIONI E OPERATORI ATTESI DA 140 PAESI
IL MINISTRO URSO: «SIMBOLO DEL SUCCESSO DEL MADE IN ITALY E DEL SISTEMA-PAESE»
IL MINISTRO MAZZI: «MARMOMAC VETTORE DI CRESCITA PER IL TURISMO CULTURALE»

All’inaugurazione di Marmomac 2026 sono intervenuti il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, il ministro del Turismo, Gianmarco Mazzi, il presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani, il presidente della Provincia di Verona, Flavio Massimo Pasini, il sindaco di Verona, Damiano Tommasi, il presidente di Veronafiere, Federico Bricolo, e il presidente di Confindustria Marmomacchine, Gianluca Pellegrino. In videocollegamento anche il presidente di ICE Agenzia, Matteo Zoppas.
Il presidente Bricolo: «Marmomac taglia il traguardo delle sessanta edizioni e ci consegna una responsabilità: continuare a offrire alle aziende relazioni qualificate, accesso ai mercati internazionali e occasioni concrete di sviluppo».
Verona, 22 settembre 2026 – «La 60ª edizione di questa grande rassegna internazionale a Verona rappresenta un simbolo straordinario del successo del Made in Italy e della capacità del Sistema Paese di imporsi come punto di riferimento globale». Lo ha detto il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, intervenendo oggi all’inaugurazione della 60ª edizione di Marmomac, il salone internazionale di riferimento per l’industria tecno-lapidea in programma fino al 25 settembre, con oltre 1.300 aziende espositrici da 54 nazioni, 12 padiglioni occupati e 8 aree esterne, per un totale di oltre 80mila metri quadrati, e operatori e buyer attesi da più di 140 paesi, con l’80% delle presenze costituite da decisori degli acquisti. La manifestazione riunisce l’intera filiera: materiali grezzi, semilavorati e prodotti finiti, macchinari, tecnologie, utensili, progettazione, architettura, design e formazione. «L’evento – ha continuato Urso – si colloca in una fase di forte espansione internazionale, confermando la leadership dell’Italia in termini di qualità, design ed eccellenza manifatturiera. Una vitalità che si riflette in modo tangibile sui mercati esteri».
Marmomac, infatti, rappresenta una piattaforma di promozione privilegiata per la filiera della pietra naturale italiana, fortemente vocata all’export. Il settore in Italia conta 3.200 aziende e 34mila addetti. Nel 2025 ha superato i 5 miliardi di dollari di produzione, con esportazioni per 3,5 miliardi, e un saldo commerciale attivo di oltre 2,9 miliardi. Secondo le rilevazioni del Centro Studi di Confindustria Marmomacchine, nel primo semestre 2026 l’export aggregato di materiali e tecnologie è cresciuto del 5,5% rispetto allo stesso periodo del 2025, raggiungendo 1,69 miliardi di dollari.
Alla cerimonia di inaugurazione di Marmomac 2026 sono intervenuti anche il ministro del Turismo, Gianmarco Mazzi, il presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani, il presidente della Provincia di Verona, Flavio Massimo Pasini, il sindaco di Verona, Damiano Tommasi, il presidente di Veronafiere, Federico Bricolo, e il presidente di Confindustria Marmomacchine, Gianluca Pellegrino. In videocollegamento anche il presidente di ICE Agenzia, Matteo Zoppas. Per Veronafiere presenti anche il direttore generale, Giovanni Sacripante, il direttore generale vicario, Gianni Bruno, la responsabile area B2B Veronafiere, Valeria Santolin, e l’event manager di Marmomac, Francesca Zivelonghi.
«Marmomac è diventato il principale hub di riferimento mondiale per la pietra naturale e le tecnologie di lavorazione – ha commentato il ministro del Turismo, Gianmarco Mazzi –. Ed è proprio questo l’aspetto che apprezzo di più: pur avendo una forte vocazione commerciale, con migliaia di espositori e oltre 50mila visitatori attesi, la manifestazione permette di raccontare la storia e l’identità dei territori in cui la lavorazione del marmo è nata e si è sviluppata come arte. Marmomac racconta l’Italia nel mondo e può contribuire alla crescita del turismo culturale».
«Marmomac taglia il traguardo delle sessanta edizioni e ci consegna una responsabilità: continuare a offrire alle aziende relazioni qualificate, accesso ai mercati e occasioni concrete di sviluppo – ha detto il presidente di Veronafiere, Federico Bricolo –. Ringrazio i ministri Urso e Mazzi, le istituzioni presenti, ICE-Agenzia, Confindustria Marmomacchine, le associazioni, i distretti produttivi, le aziende e tutta la squadra di Veronafiere. Sessant’anni di storia sono il risultato di un lavoro collettivo. È questo sistema di competenze e collaborazioni che permette alla manifestazione di collegare tutti i protagonisti della filiera, la cava con il mondo del progetto, la produzione alla domanda internazionale e il saper fare dei territori alle nuove applicazioni della pietra naturale».
TUTTE LE DICHIARAZIONI ISTITUZIONALI
Alberto Stefani, presidente della Regione Veneto: «Verona ancora una volta rende grande il Veneto con Marmomac, realtà fondamentale nel nostro territorio, che richiama l’attenzione sulla necessità di sviluppare i nostri distretti. Il distretto del marmo conta 616 imprese solo in Veneto ed esporta per 590 milioni di euro. Credo che bastino questi due dati per capire quanto sia strategico difendere l’asset del marmo e quanto sia decisivo che la Regione sia al fianco di questa filiera. Mai come oggi è necessario fare squadra e riuscire a garantire quanto più possibile un’accelerazione degli scambi commerciali anche con l’estero. Ringrazio il presidente Federico Bricolo, e tutte le istituzioni presenti per il sostegno a questo comparto. Anche se oggi non era un giorno facile per me, ho voluto garantire la mia vicinanza alle imprese, agli operatori e a tutti gli organizzatori».
Damiano Tommasi, sindaco di Verona: «Con manifestazioni di questo respiro internazionale, Verona assume la responsabilità di rappresentare una storia che in sessant’anni, tra Sant’Ambrogio, la Valpolicella e la Lessinia, ha portato la nostra città al centro del mondo nel comparto della pietra naturale e della lavorazione del marmo. È un orgoglio per Veronafiere ospitare i massimi esponenti di questo settore e portare avanti una tradizione che non è soltanto produttiva, ma anche culturale e artigianale. Quest’anno, insieme alle delegazioni di Carrara e Pietrasanta, abbiamo allestito in città diciotto nuove opere che raccontano la presenza della pietra naturale nella nostra quotidianità: un’occasione per ringraziare le tante imprese e le tante persone che, dall’estrazione alla produzione fino alla costruzione dei macchinari, animano questa filiera. Un pensiero, permettetemelo, va a chi ha il coraggio di lavorare la pietra in cava ogni giorno, con ogni condizione di tempo: un lavoro duro, di fatica, che vive di passione. Coltivare questa passione credo sia un dovere delle istituzioni, anche in occasioni come questa».
Flavio Massimo Pasini, presidente della Provincia di Verona: «La pietra naturale è parte del DNA ‘materiale’, tangibile e visibile, di Verona. Le sue venature e i suoi colori raccontano la nostra identità e per riconoscerlo è sufficiente passeggiare nel nostro centro storico e osservare palazzi antichi e monumenti. Ma questo valore non appartiene soltanto al passato. Grazie alla maestria del nostro distretto, Verona non è soltanto un territorio di estrazione e lavorazione: è un centro di competenze e innovazione, dove la tradizione incontra i macchinari più avanzati, le nuove tecnologie di trasformazione e il design d’alta gamma. In questo quadro, Marmomac è la piattaforma in cui la dimensione locale incontra la sua naturale vocazione internazionale, portando a Verona operatori, buyer e delegazioni internazionali provenienti da decine di Paesi. Per la nostra provincia significa lavoro, indotto e centralità economica. Per l’Italia è un fiore all’occhiello del Made in Italy, capace di mostrare come un elemento naturale possa trasformarsi in architettura, design e opera d’arte».
Gianluca Pellegrino, presidente di Confindustria Marmomacchine: «L’industria lapidea italiana ha da sempre una vocazione fortemente internazionale e, in questo contesto, Marmomac rappresenta una vetrina strategica e imprescindibile per la promozione delle nostre imprese sui mercati mondiali. Parliamo di una filiera che conta circa 3.200 aziende e 34.000 addetti e che nel 2025 ha superato i 5 miliardi di dollari di fatturato. Un comparto fortemente orientato all’estero, con esportazioni per 3,5 miliardi di dollari, pari a circa il 70% della produzione, e un saldo commerciale positivo di oltre 2,9 miliardi. Numeri che raccontano la solidità e la capacità competitiva di un settore che rappresenta un’eccellenza del Made in Italy e che continua a esprimere una leadership riconosciuta a livello internazionale, tanto nella pietra naturale quanto nelle tecnologie per la sua estrazione e trasformazione. Marmomac è il luogo in cui questa eccellenza incontra il mondo, crea relazioni e costruisce nuove opportunità di business».
Matteo Zoppas, presidente di ICE Agenzia: «Anche quest’anno è stato rinnovato ed incrementato il nostro sostegno a Marmomac, punto di riferimento mondiale e ambasciatore dell’eccellenza del Made in Italy nel settore dei materiali lapidei e delle relative tecnologie. Grazie alle risorse aggiuntive riconosciute dal Governo, abbiamo rafforzato in modo significativo la nostra azione promozionale portando la presenza dei top buyer esteri selezionati e invitati in fiera da 180 a 300 e incrementando gli incontri di business matching programmati tra produttori e operatori da 2.200 a oltre 3.200. Il nostro impegno si inserisce nella più ampia strategia a supporto delle esportazioni italiane, che oggi raggiungono i 640 miliardi di euro — rappresentando oltre un terzo del nostro PIL — con l’obiettivo sfidante di toccare quota 700 miliardi. In uno scenario internazionale complesso, l’ICE continuerà ad affiancare le imprese per creare valore aggiunto e garantire il necessario supporto sui mercati globali»

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