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rassegna STAMPA - 23 FeBBRAIO 2007

ilRESTO DEL CARLINO

Siglato il contratto

Coinvolge cento aziende e 4mila addetti

SONO PASSATI più di due anni, per la precisione 26 mesi dalla scadenza. Sindacati e rappresentanze imprenditoriali al termine di una vertenza estenuante e per molti versi cruciale nel territori di Sassuolo e del comprensorio ceramico, hanno siglato il nuovo contratto dei Lavoratori del Terzo Fuoco. Interessa circa quattromila dipendenti di un settore che conta oltre 100 aziende (fatturato di 500 milioni di euro) particolarmente importante nel distretto ceramico di Sassuolo-Scandiano. E' verso la seconda metà degli anni '70 che nascono i primi "studi' o 'laboratori' chiamati comunemente di Terzo Fuoco, dalla tecnica di una terza cottura del decoro dopo quella del supporto (il biscotto) e del fondo smaltato.

IN SEGUITO sono aumentate le specializzazioni, tanto che il comparto viene identificato come quello dei "Corredi Ceramici". Il rinnovo del contratto acquista maggior valore perché avviene in una fase estremamente delicata sia per il confronto sul contratto nazionale della categoria che per
quello che sindacati e Associazioni Artigiane hanno sui contratti scaduti.

GLI ASPETTI principali dell'intesa riguardano in modo particolare, gli aumenti economici. A copertura dei 26 mesi di carenza contrattuale è prevista una Una Tantum di 600 euro complessivi di cui 150 già erogati; ad aprile prevista una seconda rata di 225 euro e di pari importo l'ultima in scadenza nel settembre sempre del 2007. Per quanto riguarda il l'azienda, ha chiesto un paio di mesi fa la messa in mobilità. Una decisione contrastata duramente dal Sindacato, sfociata anche in otto ore di sciopero e che in questi ultimi tempi ha registrato un susseguirsi d'incontri per trovare una soluzione accettabile. Non si è registrato nessun passo avanti decisivo, ma neanche passi indietro tali da penalizzare il confronto che si svolge nella sede della Provincia di Modena, sotto la regia di Gianni Cavicchioli, Assessore alle Politiche del Lavoro. Prende forma l'opportunità di usare anche altri strumenti, intesi come ammortizzatori sociali, che non siano solo la mobilità. Su questo piano il confronto sta procedendo e la speranza del sindacato è che si possa arrivare presto a un'intesa accettabile e condivisa da tutti i soggetti. L'importante è che azienda e sindacati possano trovare una convergenza comune per salvaguardare il maggior numero di posti di lavoro.

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