SONO PASSATI più di due anni,
per la precisione 26 mesi dalla scadenza. Sindacati e rappresentanze
imprenditoriali al termine di una vertenza estenuante e per
molti versi cruciale nel territori di Sassuolo e del comprensorio
ceramico, hanno siglato il nuovo contratto dei Lavoratori
del Terzo Fuoco. Interessa circa quattromila dipendenti di
un settore che conta oltre 100 aziende (fatturato di 500
milioni di euro) particolarmente importante nel distretto
ceramico di Sassuolo-Scandiano. E' verso la seconda metà degli
anni '70 che nascono i primi "studi' o 'laboratori'
chiamati comunemente di Terzo Fuoco, dalla tecnica di una
terza cottura del decoro dopo quella del supporto (il
biscotto) e del fondo smaltato.
IN SEGUITO sono aumentate
le specializzazioni, tanto che il comparto viene identificato
come quello dei "Corredi
Ceramici". Il rinnovo del contratto acquista maggior
valore perché avviene in una fase estremamente delicata
sia per il confronto sul contratto nazionale della categoria
che per
quello che sindacati e Associazioni Artigiane hanno sui
contratti scaduti.
GLI ASPETTI principali
dell'intesa riguardano in modo particolare, gli aumenti economici.
A
copertura
dei 26 mesi di carenza
contrattuale è prevista una Una Tantum di 600 euro
complessivi di cui 150 già erogati; ad aprile prevista
una seconda rata di 225 euro e di pari importo l'ultima
in scadenza nel settembre sempre del 2007. Per quanto riguarda
il l'azienda, ha chiesto un paio di mesi fa la messa in
mobilità. Una decisione contrastata duramente dal
Sindacato, sfociata anche in otto ore di sciopero e che
in questi ultimi tempi ha registrato un susseguirsi d'incontri
per trovare una soluzione accettabile. Non si è registrato
nessun passo avanti decisivo, ma neanche passi indietro
tali da penalizzare il confronto che si svolge nella sede
della Provincia di Modena,
sotto la regia di Gianni Cavicchioli, Assessore alle Politiche
del Lavoro. Prende forma l'opportunità di usare
anche altri strumenti, intesi come ammortizzatori sociali,
che non siano solo la mobilità. Su questo piano
il confronto sta procedendo e la speranza del sindacato è che
si possa arrivare presto a un'intesa accettabile e condivisa
da tutti i soggetti. L'importante è che azienda
e sindacati possano trovare una convergenza comune per
salvaguardare il maggior numero di posti di lavoro.